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Laboratorio di biologia

Aerobiologia

L'aerobiologia è la disciplina che studia le particelle biologiche aerodisperse (aerosol biologico) e gli effetti determinati dalla loro interazione con le superfici d’impatto. Lo scopo principale dell’indagine aerobiologica applicata alla conservazione dei beni culturali è di elaborare strategie di conservazione preventiva attraverso la valutazione del rischio di alterazione del patrimonio culturale ad opera di microrganismi trasportati dall’aria e che si depositano sui materiali che costituiscono i manufatti (biodeterioramento). La situazione di rischio viene determinata mettendo in relazione la valutazione quantitativa e qualitativa dell’aerosol biologico con le caratteristiche dei materiali e dell’ambiente.

L’aerobiologia è una delle materie di cui si occupa il laboratorio di biologia dell’ICPAL. Responsabile di questo settore è la dottoressa Paola Valenti (biologo direttore coordinatore) che fa parte, fin dalla sua istituzione, del gruppo di lavoro “Aerobiologia e Beni Culturali” sorto agli inizi degli anni ’90 nell’ambito dell’Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA) con lo scopo di studiare il particellato biologico aerodisperso in relazione alla conservazione dei beni culturali. All’interno di questo gruppo ha operato, fin dall’inizio, un sottogruppo, comprendente biologi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (tra cui Paola Valenti e Fausta Gallo, in quei tempi direttore del laboratorio di biologia dell’Istituto Centrale per la Patologia del Libro) e dell’Università “La Sapienza” di Roma, che si è proposto come obiettivo specifico di analizzare i rapporti esistenti tra il particellato biologico aerodisperso e i processi di biodeterioramento dei beni librari e archivistici e delle opere grafiche.

Un indagine aerobiologica indoor in biblioteche e archivi viene eseguita attraverso la raccolta e l’analisi microbiologica di campioni d’aria o di polvere dalle superfici e si effettua utilizzando apparecchiature portatili ad aspirazione forzata per il prelievo del bioaerosol (impattori) e/o campionatori di vario tipo per il prelievo della polvere.

In particolare il laboratorio è dotato, per il prelievo dell'aria, dell'apparecchio SAS (Surface Air System Super 180, PBI International) campionatore volumetrico a impatto monostadio in cui 180 litri d'aria per minuto vengono aspirati, attraverso un disco forato, e diretti sulla superficie del terreno di coltura prescelto in piastra Petri in modo che i microrganismi presenti nell'aria catturati per aspirazione vengono trasferiti su un terreno di coltura idoneo al loro sviluppo e possono essere, dopo adatta incubazione in termostato, quantificati e identificati. Lo strumento, portatile, abbastanza maneggevole e poco ingombrante, permette di effettuare un campionamento microbico mirato, infatti è possibile variare i volumi di aspirazione dell'aria in funzione dei livelli di inquinamento microbico presenti e di rilevare la carica microbica aerodispersa con un approssimazione del 70-80% .

Per il prelievo della polvere dalle superfici (libri, documenti, arredi) vengono utilizzate membrane sterili di materiali vari (nitrocellulosa, nylon, policarbonato, acetato di cellulosa ecc.); piastre e slides contenenti terreni agarizzati specifici (metodo utilizzato solo per le superfici inerti come i pianali degli scaffali e le superfici degli arredi ma non per i libri e documenti su cui possono rilasciare parte del terreno nutritivo e quindi favorire l’insorgenza di fenomeni di biodeterioramento); tamponi sterili di cotone; campionatori sterili swab Millipore consistenti in una membrana filtrante con pori di diametro di 0,45 µm, avente un’area di 24 cm2 e supportata da una superficie plastica.

Il laboratorio

  • ha condotto ricerche aerobiologiche oggetto di relazioni in convegni e conferenze e pubblicate su riviste qualificate;
  • ha partecipato alla stesura di articoli riguardanti materiali e metodi dell’indagine aerobiologia in biblioteche ed archivi, pubblicati in libri specializzati in italiano e in inglese.
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