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Museo

Il Museo dell'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario è stato costituito nel 1938 nell’ambito del Regio Istituto di Patologia del Libro, con l’intento di rappresentare l'ampia casistica dei danni al patrimonio librario. Nel corso dei decenni, il Museo si è continuamente arricchito di reperti che illustrano la manifattura del libro e il suo degrado, formando una raccolta di oggetti unica nel suo genere.

 

Dal 2001 ha un nuovo allestimento in grado di assolvere alle esigenze della didattica e dell’informazione per ogni fascia di età. Il percorso museale si articola in tre sezioni dedicate rispettivamente:

  • ai materiali e alle tecniche di manifattura dei documenti antichi e moderni; 
  • ai danni e ai molteplici fattori che li causano; 
  • alla prevenzione e al restauro.

In un locale adibito a laboratorio, è possibile toccare con mano i materiali utilizzati per il restauro e conoscere – attraverso documentari d’epoca e filmati più recenti – l’evolversi della storia istituzionale e gli interventi più impegnativi che hanno coinvolto i laboratori.


William Morris, un grande studioso dell’architettura, nel secolo scorso affermò che è possibile mettere a confronto i libri con gli edifici medievali. Papiro, carta, pergamena, legno, cuoio e metalli sono alcuni dei materiali di cui sono costituiti i documenti più antichi e le loro legature, osservandoli è possibile scoprire il livello tecnologico e le solide competenze che hanno consentito la produzione di oggetti tanto funzionali, quanto raffinati e preziosi.


Libri e documenti, come tutte le strutture costituite da materiali di natura organica, con il passare del tempo si deteriorano. Il naturale invecchiamento, spontaneo e irreversibile, viene accelerato da diversi fattori di danno come: la conservazione in luoghi non idonei, eventi eccezionali (guerre, alluvioni, incendi ...), usi scorretti, restauri impropri o non necessari.