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Progetti del primo nucleo di Latina “Littoria” di Oriolo Frezzotti

Autore e titolo
Oriolo Frezzotti, Progetti del primo nucleo di Latina “Littoria”
Luogo
Latina Archivio storico comunale –Uffico Patrimonio
Datazione
3°- 4° decennio sec.XX
Materiale Carta da lucido e carta
Dimensioni
Disegni di vario formato
da mm 200 x 200 a mm 1700 x 600
Segnatura
Numeri di inventario 2972 – 3720

Il restauro del fondo Oriolo Frezzotti, conservato presso l’Archivio storico comunale di Latina, realizzato presso il Laboratorio di restauro del patrimonio librario, ha offerto una preziosa occasione di studio sul restauro di materiale diverso dal tradizionale (carta antica e pergamena) permettendo l’uso di nuovi materiali e la messa a punto di tecniche innovative per la realizzazione dell’intervento.

Lo studio è stato quindi orientato verso la ricerca di nuove soluzioni che permettessero un intervento di restauro che non modificasse i materiali originali.
La natura stessa del supporto, la carta da lucido, è strettamente legata alla sua fabbricazione (calandratura) e implica caratteristiche intrinseche quali la fragilità, la trasparenza e una particolare sensibilità nei confronti dell’ umidità; lo stesso si può dire per i media scrittori presenti, china, grafite, pastelli, sanguigna, tempere, acquerelli, inchiostri grassi (per la stampa) che sono di per sé instabili.
Sono state quindi affrontate e risolte diverse problematiche in un’ottica di intervento che non alterasse l’oggetto stesso, soprattutto rispetto alle sue dimensioni, dal momento che si trattava di progetti “in scala” e un cambiamento delle misure avrebbe compromesso il valore stesso del progetto.
I metodi tradizionali non rispondevano a queste esigenze.
 
Stato di conservazione e analisi preliminari
I disegni su carta da lucido e carta e le riproduzioni in carta si presentavano nel loro insieme in mediocre stato di conservazione: erano presenti numerosi depositi superficiali pulverulenti e danni fisici (strappi, lacune, deformazioni e pieghe diffuse). Erano inoltre presenti precedenti interventi di risarcimento degli strappi eseguiti con scotch e anche attacchi biologici non più attivi.
Prima del restauro è stata effettuata la documentazione fotografica dell’intero nucleo di disegni: in questa fase è stato effettuato anche il loro riordino. Sono state anche eseguite le opportune analisi dai Laboratori di biologia, chimica e tecnologia. Tutte le fasi del restauro e il restauro ultimato sono stati documentati.
 
Restauro
Si è iniziato con un’accurata pulitura superficiale utilizzando un pennello morbido, gomme Smok-off e Wischab; sono stati rimossi i numerosi strati di scotch e i nastri bioadesivi, sia a secco sia con specifici solventi. Successivamente è stato eseguito gradualmente lo spianamento delle pieghe e delle deformazioni utilizzando pesi leggeri. Sono stati risarciti gli strappi con velina Kami W 7(1) (3,7 gr/m²), trattata su Teflon con Klucel G al 2% in alcol etilico e uno strato di miscela di Plextol B 500 20%, Acrilico E 411 20%,e acqua demineralizzata 60% e un successivo strato di Klucel G al 2% in alcol etilico. L’applicazione è stata eseguita con solvente (acetone) o con temperatura localizzata (termocauterio), evitando così l’utilizzo di adesivi in soluzione acquosa.
Le integrazioni delle lacune e il reinserimento dei frammenti sono stati eseguiti con carte giapponesi, di idoneo colore e spessore, Kami W 7(1) 3,7 gr/m², Vang.506 (10 gr/m²), HIROMI Paper International n.174 (25 gr/m²), n.217 (11 gr/m²), n.405 (18 gr/m²), Moryta M 7 (30 gr/m²) che sono state tinte secondo le necessità cromatiche utilizzando Dies Yasha no mie successivamente impregnate con olio di vaselina, trattate poi con gomma arabica al 4% in acqua demineralizzata (al fine di adattarle nel giusto modo all’originale), fatte aderire tramite velina Kami W 7(1) (3,7 gr/m²) trattata come quella utilizzata per il risarcimento degli strappi, anch’essa è stata applicata tra l’originale e la carta giapponese mediante solvente (acetone) o temperatura localizzata (termocauterio).
I disegni, una volta restaurati, sono stati inseriti in cartelline realizzate con cartoncino Japico Archivpaper und – Karton n.10120804 n.10120805 e Frame Sealing Tape; in ogni cartellina sono state collocate cinque carte. Tutte le cartelline sono state poi inserite in tre contenitori.

 

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