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Studio sui lucidi: trattamento con il gel
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Studio sui lucidi: esempio di lucido
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Studio sui gel rigidi acquosi
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Studio sui gel rigidi acquosi
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Studio sui gel rigidi acquosi

Progetti

Laboratorio di restauro

Studio sui lucidi

Il Laboratorio, già da diversi anni, ha intrapreso un approfondito studio sulle varie tipologie di lucidi, sulla loro struttura e sulle metodologie di recupero.

Il fondo appartenente alla serie "Nuove invenzioni e privilegi" dell'Archivio di Stato di Roma è costituito da lucidi impregnati con sostanze oleose.

Essi si presentavano molto frammentati e ondulati, saranno successivamente oggetto di approfondito studio unitamente ai documenti di più recente manifattura conservati presso gli archivi dell'Architettura in collaborazione con il Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo.

Referenti per il progetto: L. Nuccetelli, Laboratorio di restauro

Studio sui gel rigidi acquosi nel restauro

Presso il Laboratorio di restauro dei beni librari dell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario è stata messa a punto una metodologia innovativa per i trattamenti ad umido su opere d’arte grafica, utilizzando il gel di Gellano, esopolisaccaride ad alto peso molecolare, impiegato in ambito biomedico, farmacologico e industriale.

Si tratta di una tecnica alternativa in grado di rimuovere le sostanze di degradazione dalle opere grafiche a stampa, senza provocare modificazioni morfologiche sui supporti cartacei. Il presupposto è quello del rilascio graduale e controllato di molecole di acqua dal gel alla carta, la sua capacità di assorbire sostanze di degradazione idrosolubili, la facilità di applicazione e rimozione e la sua viscoelasticità che lo rendono particolarmente adeguato allo scopo, garantendo il mantenimento della complessa funzione, strutturale ed estetica, che la carta riveste in questa tipologia di manufatti.

Il gel si colloca direttamente sul recto dell’opera, preventivamente distesa, realizzando un ‘sandwich’ tra fogli di poliestere. Per garantire una totale uniformità di contatto tra carta e gel e mantenere costante il livello di umidificazione, sull’impacco si posiziona una lastra di vetro che consente inoltre il monitoraggio del trattamento. Mentre il gel rilascia gradualmente molecole di acqua alla carta sottostante, gli agenti di degradazione più comuni presenti su di essa vengono captati dal film di Gellano secondo un processo di ‘scambio’.

Il Gel di fatto può effettuare una pulitura assimilabile a quella di un vero e proprio lavaggio acquoso in immersione, con il vantaggio tuttavia di ottimizzare il potere solvente dell’acqua che viene ceduta al supporto cartaceo in modo graduale, costante ed uniforme. Visto lo scarso potere adesivo, la permanenza di residui è minima, ed il trattamento si configura spesso come una valida alternativa a metodi tradizionali, più rispettosa dell’integrità della superficie.

Nel corso delle sperimentazioni effettuate in questi anni è emersa la versatilità d'impiego di questo materiale anche in altre fasi dell’intervento di restauro, quali il distacco di supporti ausiliari e il suo impiego come supportante per soluzioni enzimatiche. Qualora sia necessario distaccare foderature o restauri pregressi, il gel rigido offre una valida alternativa alle tecniche tradizionali che spesso comportano un alto grado di interazione fisico-meccanica con l’opera.

Attualmente gli studi in corso vertono sulla possibilità di impiegare il Gellan gum nei trattamenti di deacidificazione e di ossido-riduzione su supporti cartacei.

La nuova metodologia è stata già presentata in diverse occasioni in Italia e all’estero, riscuotendo sempre grande interesse. Di seguito alcune recenti presentazioni: all’AIC 38th Annual Meeting (Milwaukee, WI , 11.05.2010 - 14.05.2010), a Ferrara alla XVII edizione del Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (24 al 27 marzo 2010) e in una Giornata di studio presso l’ICPAL (16 giugno 2010), dove oltre all’esposizione dei risultati finora ottenuti, è stato allestito un laboratorio dimostrativo.

Referenti per il progetto: S. Iannuccelli, S. Sotgiu (Responsabile: C. Casetti Brach)

Bibliografia

  • S. Iannuccelli – S. Sotgiu, La pulitura superficiale di opere grafiche a stampa con gel rigidi polisaccaridici, in “Quaderni”, Gangemi editore, Roma, 2, (2010), pp.73-94.
  • S. Iannuccelli – S. Sotgiu, La pulitura superficiale di opere grafiche a stampa con gel rigidi, in “Progetto Restauro”, Il Prato, Padova, 49 (2009), pp.15-24.
  • S. Iannuccelli – S. Sotgiu, L’impiego di gel rigidi polissaccaridici per il trattamento di pulitura di opere grafiche a stampa, in “Lo Stato dell’Arte” VII Congresso Nazionale IGIIC, Napoli, 8-10 Ottobre 2009, pp. 25-33.
  • D. P. Shah - G. K. Jani, Modification and characterization of Gellan gum, in: “Pharmaceutical Technology”, 33, VII (2009), pp. 48-58.
  • I. B. Bajaj [et alii], Gellan gum: fermentative production, downstream processing and application, in “Food Technology and Biotechnology” 45 (2007), pp. 341-354, consultato on line il 29.01.2010 (http://www.ftb.com.hr/45-341.pdf).
  • Y. JINBO [et alii], Higher order structures of gellan gum gels and the gelation mechanism, Graduate School of Science and Engineering,Yamagata University, Yonezawa, Yamagata 992-8510, Japan, consultato on line il 29.01.2010 (http://pfwww.kek.jp/acr2000/b/y00p139.pdf).
  • M. Anzani [et alii], Use of Rigid Agar Gels for Cleaning Plaster Objects, Quaderni Cesmar7, 6 (2007) Il Prato, Padova.
  • E. CAMPANI [et alii], Use of Agarose and Agar for Preparing “Rigid Gels”, Quaderni Cesmar 7 (4), Il Prato, Padova 2007, p. 44.
  • J. KRILL, English artists paper: Rainessance to Regency, New Castle, Oak Knoll Press, Winterthur Museum, 2002.
  • G. Sworn, Gellan gum, in “Handbook of Hydrocolloids”, CRC Press, Cambridge England 2000, pp. 117-134.
  • A. Lienardy - P. van Damme, Paper Washing, in “The Paper Conservator”, 14 (1990), pp. 23–30.
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