Archivio storico
L’archivio storico dell’Istituto di patologia del libro
Alfonso Gallo, nato in provincia di Caserta nel 1890, si laurea in Lettere e si perfeziona in paleografia. Contemporaneamente all’avvio della carriera di docente in Paleografia latina si immatricola alla Facoltà di Medicina dove, pur sostenendo tutti gli esami, non consegue il diploma di laurea.
Nel 1926 diviene Ispettore superiore bibliografico alla Direzione Generale delle Biblioteche e titolare della cattedra di Bibliografia e Biblioteconomia all’Università di Roma “La Sapienza”. Nel 1927 è tra i fondatori della rivista Accademie e Biblioteche d’Italia, ed è anche socio, consigliere e membro del Comitato promotore dell’Associazione Italiana Biblioteche, fin dalla sua fondazione nel 1930. Nel 1931 crea l’Ente Nazionale per le Biblioteche Popolari e Scolastiche, assumendone la presidenza nel 1950. In quegli anni trova sbocco l’interesse che egli aveva precedentemente mostrato nel campo del restauro e della conservazione documentale e nel 1929, sotto l’egida del Ministro per l’Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, e con il sostegno dell’Accademia dei Lincei, a seguito di continui appelli e discorsi accorati, viene istituita nell’Abbazia greca di Grottaferrata “un’officina del restauro”.
A distanza di quasi dieci anni passati a legare insieme indissolubilmente la scienza al restauro, nasce, con Regio Decreto 23 giugno 1938 – XVI, n° 1038, l’Istituto di Patologia del Libro, così denominato da Gallo in quanto: “[i libri] sono colpiti da malanni che si diffondono dall’uno all’altro come i contagi, come le epidemie. Le infermità dei libri hanno prodromi, sintomi, epiloghi analoghi ai processi morbosi degli uomini e richiedono interventi tempestivi…. Questo parlare immaginifico, non è molto lontano dal reale…Ci piace… di rimanere nella illusione della sua somiglianza all’umana corporeità… ce lo perdonino i patologi… L’analogia coi nostri morbi non è forse del tutto sfornita di fondamento sol che si pensi alla duplicità di materia e di pensiero, alla caducità dell’una ed alla perennità dell’altro”
Questo insieme di scienza e conoscenza determina l’originalità dell’Istituto che da questo momento e per i settanta anni della sua attività viene preso a modello nel resto del mondo.
Si è da poco conclusa una prima fase di riordino e schedatura informatica del materiale dell’archivio dell’ICPL, per gli anni che vanno dalla sua fondazione fino alla confluenza nel neo Ministero dei Beni Culturali (1938-1975).
L’Istituto aderisce al progetto Archivi del Novecento - la memoria in rete, promosso dal Consorzio BAICR Sistema Cultura. La base dati dell'archivio storico dell’Istituto di patologia del libro è pertanto consultabile anche sul sito www.archividelnovecento.it.





