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Fibre di canapa al microscopio. Ingr. 250x
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Fibre di cotone al microscopio. Ingr. 250x
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Fibre di lino al microscopio. Ingr. 250x
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La distribuzione dello spessore sulla superficie corporea di una pergamena moderna di specie caprina
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Il legno al microscopio
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Il legno al microscopio
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Il legno al microscopio
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Il legno al microscopio
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Tavolette lignee vaticane (ca. VII secolo d.C.)
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Tavolette lignee vaticane (ca. VII secolo d.C.)
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Arrangiamento follicolare di cuoio di specie ovina conciato al vegetale. Ingr. 15x
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Arrangiamento follicolare di cuoio di specie caprina conciato al vegetale. Ingr. 15x
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Arrangiamento follicolare di cuoio di specie caprina conciato al cromo. Ingr. 15x
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Arrangiamento follicolare di cuoio di specie bovina conciato al vegetale. Ingr. 15x
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Arrangiamento follicolare di pergamena moderna di specie ovina. Ingr. 15x
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Arrangiamento follicolare di pergamena moderna di specie caprina. Ingr. 15x

Laboratorio di tecnologia

Progetti

Resine acriliche

In seguito alla collaborazione fra il Laboratorio per la conservazione e il restauro ed il Laboratorio di tecnologia è stato sviluppato un progetto di ricerca sugli effetti prodotti dall'uso delle resine acriliche nel restauro di carte e documenti. Sono state realizzate sperimentazioni con Plextol B500, Acrilico E411, Primal B60, Primal WS24, Acrilem IC15 e IC33, Plextol D360 e D541, in diverse formulazioni e dosaggi.
Sono state condotte misure ottiche, prove di trazione, prove di reversibilità, simulazioni su fac-simili di fascicoli, prima e dopo l'invecchiamento artificiale.
Lo studio sull'argomento continua e ogni contributo su questa tematica verrà accolto con interesse.

Etichette audiovisive

E' stata realizzata una ricerca volta a verificare il comportamento di alcune etichette autoadesive sui diversi supporti che costituiscono la legatura di un testo, soprattutto la loro adesività e reversibilità.
Le etichette prese in esame provengono dalle ditte Adespan, Pleuser e Tirrenia.

Studi e ricerche

Carta

L. Mita. Riconoscimento delle fibre usate nella manifattura della carta, Boll. ICPL, 39, pp.107-118

Attraverso l'osservazione microscopica di piccolissimi frammenti di carta opportunamente spappolati manualmente e colorati su vetrino con il reattivo di Herzberg che permette di separare nettamente (mediante assunzioni di colorazioni diverse) la pasta meccanica da quella chimica e da quella straccio, è possibile identificare le specie vegetali di appartenenza attraverso le loro differenze morfologiche. LINO: le fibre presentano striature trasversali e nodosità che ricordano quelle della canna di bambù CANAPA: le fibre hanno caratteristiche morfologiche simili a quelle del lino e nel dubbio, per la loro sicura identificazione, è necessario ricorrere a test supplementari COTONE: le fibre si presentano isolate, nastriformi e ritorte a forma di spirale che vanno a costituire le cosiddette convoluzioni di direzione sia destrorsa che sinistrorsa

M. Ansalone, A. Di Majo, M. Lucia, La connotazione dei materiali impiegati nel restauro, Boll. ICPL, 40, pp. 7-40

L'esigenza di questo lavoro nacque dalla constatazione che, dopo quasi un ventennio di applicazione e uso di carte giapponesi nel restauro e nella conservazione dei beni librari, non esisteva, neppure a livello internazionale, uno studio che fosse in grado di valutare la reale affidabilità di questo tipo di materiale e soprattutto di confrontare tra loro, in base a parametri obiettivi, le diverse tipologie di carte giapponesi disponibili sul mercato. Il destinatario di questo lavoro doveva essere soprattutto il restauratore per coadiuvarlo nella selezione e scelta delle carte da restauro che, per le caratteristiche chimiche e tecnologiche, devono dare garanzia di qualità e durabilità nel tempo. I test eseguiti ai fini di questo tipo di indagine hanno previsto varie analisi chimiche e saggi di resistenza fisico-meccanica (prima e dopo invecchiamento artificiale) e inoltre osservazioni al microscopio di preparati per l'identificazione delle specie vegetali con cui le carte erano state manufatte.

Enzimi

A. Di Majo, L. Mita, L'uso degli enzimi nella conservazione dei materiali librari. Alcune osservazioni sperimentali, Boll. ICPL, 1984-85, pp. 41-46

Nell'ambito degli studi condotti sui prodotti impiegati nel restauro, il laboratorio ha anche affrontato il discorso sulla possibile applicazione degli enzimi nel corso di particolari interventi di restauro come il distacco di antiche velature, di vecchi restauri, di pulitura di carte macchiate di colla ecc. Le sperimentazioni hanno evidenziato la netta efficacia delle sostanze enzimatiche nel distacco di antiche velature su alcuni manoscritti con carte particolarmente fragili.

Legno

C.Federici-L.Mita-M.Pezzano, Nota sulle caratteristiche tecnologiche delle tavolette lignee vaticane, Papyrologica Fiorentina, vol.XVIII, 1989, pp.201-242

Nell'ambito degli studi condotti sul legno è stato realizzato un lavoro volto alla caratterizzazione tecnologica di alcune tavolette lignee vaticane, risalenti circa al VII secolo d.C. Tale indagine è stata suddivisa in due parti: la prima finalizzata alla determinazione delle specie vegetali con le quali erano state preparate le tavolette (esame microscopico) e la seconda volta allo studio delle tecniche di lavorazione impiegate per la loro manifattura. Le essenze vegetali identificate sono state le seguenti: tasso, cipresso, pioppo, castagno, faggio.

Pergamena e cuoio

A. Di Majo, R. Rotili, Contributo alla conoscenza della pergamena. Studio statistico dell'arrangiamento follicolare, Boll. ICPL, pp. 47-56

Tale lavoro rientra nell'ambito più generale e ampio dello studio dei materiali librari, antichi e moderni, vòlto al conseguimento della loro conoscenza dal punto di vista storico, della manifattura, artistico e della loro connotazione tecnologico-scientifica.
Questo lavoro è consistito in un rilevamento statistico del numero di follicoli piliferi presenti per unità standardizzata di superficie in pergamene provenienti dalle tre specie animali che più frequentemente in antichità venivano impiegate per la loro manifattura: capra, pecora, vitello. Tutto questo è stato realizzato per verificare se ogni specie animale ha effettivamente un arrangiamento follicolare caratteristico e un numero costante e specifico di follicoli per unità di superficie che la contraddistingue dalle altre. Un'indagine simile, seppure molto più parziale, è stata condotta anche su cuoi delle medesime specie animali arrivando, per altro, alle medesime conclusioni per quanto riguarda ciò che inerisce l'arrangiamento follicolare.

A.Di Majo, C. Federici, M. Palma, La pergamena dei codici altomedievali italiani. Indagine sulle specie animali utilizzate, Sciptorium, 39, 1985, pp. 3-12

In collaborazione con la Scuola speciale per archivisti e bibliotecari dell'Università "La Sapienza" di Roma, il laboratorio di tecnologia, in relazione e conseguentemente agli studi condotti sull'identificazione delle specie animali impiegate nella manifattura della pergamena, ha applicato la metodologia messa a punto, su una serie di codici medievali italiani e europei anche nell'ottica di poter tracciare una sorta di mappa topografica relativa alla distribuzione territoriale delle varie specie presenti in Europa durante il Medioevo. Questo primo lavoro ha riguardato l'osservazione al microscopio di venti codici di origine italiana datati tra il VI e la fine dell'XI secolo, scelti come prodotti di quattro diversi e ben individuati scriptoria. I risultati ottenuti hanno evidenziato che la specie animale utilizzata era in grandissima maggioranza la capra e solo in pochissimi casi la pecora.

A. Di Majo, C. Federici, M. Palma, Indagine sulla pergamena insulare, Scriptorium, 42, 1988, pp. 131-139

Questo secondo lavoro ha riguardato lo studio e l'osservazione delle pergamene di circa 50 codici dell'Europa insulare databili tra l'VIII e inizio IX secolo con anche alcuni esemplari dal VII fino al XVI secolo. Le aree geografiche da cui provenivano i codici studiati riguardavano l'Inghilterra, l'Irlanda ma anche centri scrittorii continentali di fondazione insulare. Il risultato ottenuto da questa indagine ha evidenziato l'esistenza di una corrispondenza tra il materiale comunemente definito vellum e la specie animale vitello.

A. Di Majo, C. Federici, M. Palma, Chartae latinae antiquiores, Pergament, 1991, pp. 47-55

Quest'ultima indagine ha riguardato lo studio di alcune centinaia di pergamene documentarie prodotte in Italia nell'VIII secolo. Sulle 361 pergamene esaminate, le pelli ovine impiegate per la loro manifattura, sono risultate in schiacciante maggioranza rispetto a quelle caprine.

M. Ansalone, A. Di Majo, L. Mita, F. Pascalicchio. Caractérisation matérielle du parchemin moderne, Studi e Testi, 357, 1993, pp. 185-225

Questo lavoro, presentato al convegno Ancient and Medieval Book Materials and Techniques tenutosi ad Erice nel 1992, si è imperniato sullo studio di un aspetto della pergamena moderna che riguardava le variazioni e l'andamento dello spessore nelle diverse aree anatomiche degli animali appartenenti alle tre specie animali più comunemente impiegate per la manifattura della pergamena. I risultati elaborati statisticamente e graficamente hanno confermato che gli spessori, in tutte e tre le specie, sono maggiori lungo la linea del dorso, in particolare alle due estremità, mentre diminuiscono nelle zone ascellari, in quelle corrispondenti ai fianchi e ancor più nelle zone del ventre.

Conservazione dei giornali

M.Ansalone-A. Di Majo-C. Federici-L. Mita, Vacuum Conservation of Archival and Library Materials, International Conference on Conservation and Restauration of Archival and Library Materials, Erice, 22-29 aprile 1996.

La conservazione dei giornali e del materiale librario prodotto a partire dal XIX secolo, ha creato da qualche decennio grande preoccupazione. La diffusione e il basso costo hanno determinato l'uso di carta di scadente qualità, acida, che provoca una degradazione accelerata del materiale. Per ovviare a questo inconveniente si è ritenuto opportuno sperimentare la possibilità di isolare e conservare questo materiale in un'atmosfera controllata.
Ai fini di questo lavoro, dopo aver constatato la perfetta conservazione del papiro in un ambiente privo di luce, a temperatura costante e isolato dagli strati di sabbia che lo ricoprivano, si è pensato di utilizzare, per la conservazione dei giornali ma anche di altro materiale librario, speciali involucri di materiale plastico in cui poter fare il vuoto e che potessero proteggere i materiali conservati sia dall'acqua, sia dalla luce che dall'inquinamento gassoso e particellare.

ICRCPAL | Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario
Via Milano, 76 - 00184 Roma
Tel: (+39) 06.48291.1 | Fax: (+39) 06.4814968
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